• 4 Agosto 2021 00:41

Vogliamo lavorare, dopo Pasqua non accetteremo più altre chiusure. Dovete farci riaprire e noi rispetteremo tutte le regole previste

DiMaurizioCiampolini

Mar 21, 2021

“La zona rossa unita al rafforzamento delle restrizioni fino a Pasqua rappresentano un nuovo e ulteriore grave trauma economico e psicologico per le nostre imprese. Non c’è più tempo. Le aziende, dopo ormai dodici mesi di start and stop, sono al limite come è evidente a tutti”. È ancora una volta il sindacato pubblici esercizi Fiepet della Confesercenti di Prato, con il suo presidente provinciale Renzo Bellandi, a lanciare l’allarme sulle condizioni economiche di una intera categoria che non vede ancora la luce in fondo al tunnel.

“Le previsioni fatte sul Decreto Sostegni parla di ristori pari al 5% delle perdite, quindi una goccia nel mare – insiste Bellandi – inoltre anche considerando le tranche di contributi a fondo perduto arrivati lo scorso anno, si copre meno del 7% del fatturato perso dalle attività economiche nel solo 2020.  Tutti noi crediamo che sia fondamentale tutelare e salvaguardare l’aspetto sanitario, ma dopo il periodo pasquale, e passata la metà di aprile, non accetteremo più ulteriori chiusure, rispettando le regole e con l’adozione dei protocolli di sicurezza, costruiti in questo anno, pretendiamo di riaprire tutte le nostre attività e i ristoranti, anche a cena con il servizio al tavolo”.

Di qui le conclusioni del presidente Fiepet Confesercenti Prato: “È il tempo di fare programmi precisi e non i soliti provvedimenti dell’ultimo minuto, non possiamo più vivere alla giornata. Le nostre imprese hanno la necessità di programmare il lavoro dei prossimi mesi. Ci aspettiamo quindi per i nostri settori una moratoria dei finanziamenti per tutto il 2021, oltre al reinserimento del credito d’imposta per gli affitti. Vogliamo poter lavorare applicando le regole e i protocolli di sicurezza approvati, chiediamo rispetto e dignità per il nostro lavoro. In mancanza di un piano per le riaperture, non possiamo assistere alla perdita e scomparsa silenziosa delle nostre aziende, degli investimenti e del lavoro di tutta una vita”.

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