Verso un nuovo giacobinismo, nascosto fra altre ideologie. Di Filippo Boretti

Verso un nuovo giacobinismo, nascosto fra altre ideologie. Di Filippo Boretti

Le ideologie non sono mai morte, sono il substrato – ignorante o colto – di molte delle nostre azioni. Una comunicazione autentica dovrebbe sempre chiarire l’origine e il fine del proprio pensiero. Senza un’ideologia non c’è politica, ma solo lotta fra interessi per la gestione del potere (con la sola necessità di una partecipazione ridotta e semplificata da parte dei cittadini).


Il muro di Berlino è crollato solo nel 1989, anno in cui i regimi totalitari a base ideologica comunista crollarono a loro volta (chi mesi prima chi mesi dopo). La cosiddetta “democrazia liberale”, basata sullo stato di diritto e le libertà individuuali, ovvero la ripartizioni dei poteri dello Stato così che nessuno abbia un potere assoluto, adottata dai sistemi democratici al di qua della cortina di ferro, fu il grande nemico delle “repubbliche democratiche comuniste” al di là della cortina.

Tutti i regimi totalitari – siano essi comunisti o fascisti o pseudotali – sono il contrario della “democrazia liberale”; totalitarismi che, ad esempio, del sistema democratico hanno usato solo il suffragio universale per elezioni cosiddette “bulgare”, mentre governo e magistratura erano appannaggio del partito unico o del dittatore, il tutto sancito da “costituzioni” (ovviamente non liberali).

Inoltre, l’origine storica del fascismo e del comunismo è la medesima, cioè il socialismo, ed entrambi – fascismo e comunismo – da un punto di vista dello ideologia politica sono “socialismi” e dello Stato (hegeliano) fanno il loro centro ed il loro obiettivo di conquista.


Qualcosa di questo genere – con forme più subdole e sempre per mezzo degli istituti democratici – sta succedendo ancora una volta in Italia: tramite un’educazione politica delle masse (nella prospettiva di creare un consenso a blocchi accentrato intorno a leader carismatici), la manipolazione dei cittadini elettori (grazie ad un’informazione sempre più populista ed estremizzata), infine tramite una sospensione della realtà con l’abolizione del confine fra pubblico e privato, in cui lo Stato è sempre più pervasivo perché fatto passare come necessario; ed ecco dunque gli elementi di cui si compone alla base il nuovo giacobinismo fra post-fascismo e post-comunismo anti-democrazia liberale.

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