Livio Benelli, Presidente Pubblica Assistenza “L’Avvenire” Prato e Massimo Taiti, Presidente LIDU Prato, nell’occasione di una riunione della lega per i diritti dell’uomo, hanno portato all’attenzione dell’associazione la scomparsa dalla scena pubblica dell’argomento Tempio Crematorio.

“Certo – affermano – una piccola cittadina come un Sottosegretario di Stato ci ha definito, non ha gli stessi diritti di civiltà delle grandi province italiane sede di Tempio Crematorio, quali Verbania, con poco meno di 38mila abitanti, o Avellino (la popolosa provincia del Sottosegretario di Stato) con poco più di 54mila abitanti, entrambe sede di Tempio Crematorio. Argomento scabroso in una campagna elettorale giocata tutta in difesa. Eppure i numeri ci dicono che il 48,5% delle famiglie dei residenti nella provincia ricorre alla cremazione in caso di lutto dei propri cari (non il 30% come si sostiene in altri comunicati). I tempi non sono ancora maturi? D’altronde è solo dal 1907 che le prime proposte di Tempio Crematorio sono balzate all’attenzione delle amministrazioni comunali. Quali sono le posizioni e le proposte dei candidati alla carica di Sindaco della “piccola cittadina” pratese? Le famiglie pratesi attendono”.