Sulla nuova Casa della Salute di Prato centro est inaugurata stamani e sui finanziamenti della Regione al distretto di San Paolo e alla nuova palazzina dell’ospedale Santo Stefano

«La nuova Casa della Salute sia ulteriore tassello di una rete diffusa in tutta la città: necessario lavorare affinché ogni zona ne abbia una. Una sanità territoriale e integrata è la chiave per dare risposta ai bisogni dei cittadini, l’emergenza Covid lo ha confermato»

«Oggi è il giorno di risposte al territorio per la sanità pratese». Lo ha detto la consigliera regionale Pd Ilaria Bugetti stamattina in occasione dell’inaugurazione della nuova Casa della Salute di Prato centro est, nei locali della Misericordia in via Fra Bartolomeo. Durante la cerimonia l’assessore al Welfare della Regione Toscana Stefania Saccardi ha inoltre annunciato che ieri sera la giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di 4,3 milioni di euro per il nuovo distretto di San Paolo e di 9,5 milioni per la realizzazione della nuova palazzina dell’ospedale Santo Stefano.

«È un finanziamento importante che premia sia la sanità ospedaliera che quella territoriale – ha commentato Bugetti – andando a colmare un gap che da tempo le istituzioni locali avevano segnalato alla Regione Toscana. Con il passo avanti decisivo verso le realizzazione di questi due interventi e l’apertura della Casa della Salute di Prato centro est (insieme a quella di Vernio inaugurata sabato scorso) si delinea in maniera sempre più concreta quella rete di servizi socio-sanitari diffusa su tutto il territorio pratese e in grado di rispondere da vicino ai bisogni dei cittadini e di dialogare in maniera efficace con l’ospedale ad intensità di cura».

«L’auspicio è che questo percorso possa proseguire a questa velocità – aggiunge la consigliera – affinché si realizzi l’obiettivo, di cui mi ero fatta sostenitrice già 5 anni fa, di portare una Casa della Salute in ogni zona della città e dall’area provinciale, in modo che ogni area abbia un punto di riferimento dove i cittadini possano trovare servizi socio-sanitari integrati. Perché la sanità territoriale (l’emergenza Covid lo ha confermato), connessa con l’attività dei medici di base, è la chiave per un servizio sanitario efficiente, che sappia dare risposte adeguate ai bisogni delle nostre comunità».