Oggi la video conferenza con i commercianti del Centro Storico

A Prato le attività ancora chiuse sono 2.400 di cui 850 di commercio in sede fissa e 1500 pubblici esercizi e turismo, più tutto il commercio ambulante extralimentare

A Prato le attività ancora chiuse sono 2.400. 850 attività di commercio in sede fissa 1550 di pubblici esercizi e turismo. Oltre a tutto il commercio pratese del settore extralimentare ambulante.

“Si tratta di una cifra immane – commenta Ascanio Marradi, dirigente Confesercenti Prato – che ha di fatto azzerato i fatturati di queste categorie.  Questo è un disastro economico e sociale che si sta scaricando sulle imprese rimaste fuori dalla ripartenza della fase 2. Non è più sostenibile attendere ancora”.

Tutto questo in attesa che le istituzioni trovino il coraggio di dire con chiarezza che si può riaprire subito per alcuni settori e quali sono le prescrizioni per altri, senza attendere date improbabili come quelle ipotizzate dal Governo e che peraltro non risultano in nessun decreto ma solo annunciate.

“Confesercenti di Prato – continua Marradi – chiede l’apertura immediata per tutte le categorie del commercio e dei servizi che possono rispettare le attuali normative di sicurezza, distanza, dispositivi di sicurezza e procedure per la messa a norma dei locali, come già accade per tutte quelle tipologie già oggi autorizzate a operare”.

Le attività commerciali, artigianali e di servizio di vicinato, rappresentano un punto di riferimento sicuro, proprio perché di prossimità, e possono riaprire in tutta sicurezza, rispettando i protocolli che abbiamo condiviso e sottoscritto.

“Nella conference call con i nostri iscritti del Centro storico sono state ribadite le richieste al governo e che cosi si possono riassumere: misure di sostegno a fondo perduto  proporzionali alla perdita di fatturato, misure di sostegno ai costi, come ad esempio sugli affitti, rifinanziamento della Cig, semplificata e ipervelocizzata, interventi fiscali pesanti, non solo spostamenti delle scadenze, interventi sugli investimenti  legati alla ricapitalizzazione delle imprese”, continua Marradi.

Su queste richieste, ribadisce l’associazione di Via Pomeria, è necessario una condivisione ed un affiancamento non solo dell’amministrazione Comunale ma più in generale della politica cittadina.

Per quanto riguarda gli aspetti più attinenti al Centro storico i temi emersi dal dibattito sono stati:

1)    Ampliamento massiccio aree pedonali

2)    Utilizzo dello spazio pubblico da parte delle attività commerciali fino all’inizio dell’inverno

3)    Procedure burocratiche per richiedere il suolo pubblico veloci e semplici. Essendo autorizzazioni a tempo orientarsi sul silenzio-assenso

4)    Gratuità dei parcheggi in centro e nell’immediata periferia per il periodo estivo

5)    Promozione della città e un piano per l’estate 2020 rispettando tutti i protocolli anticontagio  

“Alla Regione – conclude Marradi – chiediamo che si possa, si debba fare un ultimo sforzo, un atto di coraggio che si poggia sulla responsabilità e riaprire anticipatamente di tutte le attività oggi chiuse. Sarebbe un segnale chiaro di normalità e di attenzione ai bisogni di uomini e donne che stanno combattendo da oltre due mesi per sopravvivere”.