La consigliera regionale Ilaria Bugetti sulla riapertura del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato

«È l’occasione per rinsaldare ancora di più il legame profondo tra il Centro e il territorio. I suoi spazi siano vissuti dai cittadini come “casa”»

«È in un momento come questo che il Centro Pecci ha la possibilità di diventare ancora di più il museo della città». Lo ha detto la consigliera regionale Pd Ilaria Bugetti in occasione della riapertura del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato dopo oltre 10 settimane di stop a causa dell’emergenza coronavirus.

«La sua riapertura è un bel segnale per tutta Prato e i pratesi, che il Centro ha deciso di “abbracciare” aprendo i suoi spazi in sicurezza alla città. Il Pecci è infatti un luogo sicuro, libero e aperto, di cultura e socialità, e i suoi spazi (sanificati e riorganizzati secondo le misure anti-Covid) adesso ancora di più possono essere vissuti e sentiti dai pratesi come “casa”. Penso alle esigenze dei ragazzi, delle famiglie, delle scuole, dei centri estivi e non solo. Grazie quindi alla direttrice Cristiana Perrella, al presidente della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana Lorenzo Bini Smaghi, alla Regione Toscana e all’amministrazione comunale per il loro impegno».

«Da questo difficile momento possiamo trarre qualcosa di positivo e cogliere l’occasione per rinsaldare quel legame profondo che c’è tra il Centro Pecci e il nostro territorio, inteso come area provinciale, affinché sempre più persone possano avvicinarsi all’arte e scoprire (o riscoprire) un luogo prezioso, che rappresenta un “mondo”,con il quale magari non erano mai entrate in contatto. È proprio vivendolo che tutti potranno amare il Pecci e farlo conoscere anche fuori, aiutando la nostra città a ripartire anche dalla cultura, perché è il nostro museo. In questo momento difficile per la nostra comunità, il Centro Pecci c’è: mi auguro che tutti noi possiamo, anche in futuro, ricambiare il suo abbraccio».