Programma Ambiente Apuane, “Stop ad affermazioni superficiali se non addirittura palesemente false”

Programma Ambiente Apuane, “Stop ad affermazioni superficiali se non addirittura palesemente false”

Il Cda di Programma Ambiente Apuane SpA, insieme al direttore tecnico Paolo Nadalini, sostengono quanto segue:

Al consigliere regionale Giacomo Giannarelli (M5S), sul quotidiano La Nazione viene attribuita l’affermazione: “È una follia ed è molto grave, la discarica nasce per lo smaltimento di inerti, e adesso ci fanno di tutto, smaltiscono rifiuti molto pericolosi per la salute dei cittadini, vorrei sapere cosa stiamo ancora aspettando”. Quanto sopra è palesemente falso. Nella discarica di Montignoso non sono mai stati smaltiti rifiuti “molto pericolosi per la salute dei cittadini”, e quelli che sono stati conferiti sono stati tutti monitorati, analizzati e verificati e sono risultati idonei al conferimento in discarica per rifiuti non pericolosi, qual è la discarica di Montignoso.

Fosse accaduto quanto affermato dal consigliere Giannarelli, sarebbe evidente un coinvolgimento diretto e personale del direttore tecnico, cosa che l’azienda contesta con forza: sarebbe interessante sapere perché, se a conoscenza di qualche reato, il suddetto consigliere non ne abbia dato tempestiva comunicazione all’autorità giudiziaria. Anche da parte dell’autorità di controllo non sono mai stati riscontrati conferimenti non idonei, e a maggior ragione “molto pericolosi per la salute dei cittadini”.

Al consigliere comunale di Montignoso Paolo Lenzetti (M5S), è attribuita dallo stesso quotidiano la richiesta del “parere sanitario obbligatorio come previsto dal disegno di Legge 152 del 2006, la VIA ex post come previsto dalla Legge 36 del 2003”. In realtà, quanto affermato dal consigliere Lenzetti non è riconducibile alle norme che regolano l’attività della discarica di Montignoso.

 L’azienda ritiene pertanto doveroso richiedere ai due consiglieri una smentita ufficiale sullo stesso mezzo di comunicazione e con eguale efficacia, delle affermazioni superficiali, quando non palesemente false, riportate sui quotidiani citati, riservandosi, in caso contrario la possibilità di agire in ogni sede per vedere riconosciuti i propri diritti.

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