Prato calcio è “cosa loro”. Marilena Garnier -consigliera indipendente-

Prato calcio è “cosa loro”. Marilena Garnier -consigliera indipendente-

Davvero viene il dubbio se il fatto sia  accaduto a Prato o in terra di mafie.

Qui non si tratta più di  «orgoglio pratese» ma del suo contrario. Tifosi, cittadini mortificati e raggirati da Paolo Toccafondi che si ritiene il padrone della società e che tributa agli altri il ruolo di comprimari o, addirittura, di “brodi”. Non imprenditori che contribuiscono al bene della società sborsando soldi di tasca propria, ma persone da irridere, da disprezzare, viste solo come mucche da mungere. E quando l’entusiasmo dei “brodi” non basta per rimpinguare le casse, ecco che Paolo Toccafondi si rivolge a due “nullatenenti” cinesi che girano in Porsche, il signor Zhang e suo figlio Lisheng. Si forma così una combriccola che decide in segreto come spartirsi la torta del Prato calcio. Ma perché il tutto funzioni senza intoppi si contatta il sindaco Biffoni e il consigliere comunale con delega allo Sport, Luca Vannucci. Si incontrano in varie cene dove si scambiano numeri di telefono privati, anche del sindaco e dell’assessore, insieme a informazioni su patrimoni e disponibilità dei “nullatenenti” cinesi.

Se c’è qualcosa di penalmente rilevante sarà certamente la magistratura ad attribuire eventuali responsabilità ma, come consigliera di opposizione, come cittadina e come tifosa della squadra, sottolineo con forza che il quadro che appare è quello una “cosa” gestita come se fosse di “loro” proprietà. Perciò ritengo necessario e urgente che questa cosa venga chiarita in consiglio comunale dal sindaco stesso.

Come cittadini siamo veramente stufi di questa telenovela del Prato Calcio. Ma ancor più siamo stufi di dover passivamente subire questi vergognosi sotterfugi da parte del sindaco Biffoni e del delegato allo sport Vannucci.
Loro per primi dovrebbero sapere che esistono tante piccole realtà sul territorio, tanti sport minori,, che accumulano tante persone che non hanno certo ricevuto tutto questo riguardo da parte dell’amministrazione comunale. Un riguardo, è bene ripeterlo, infarcito di omertà e complicità. I pratesi non si meritano questi metodi che se non sono al limite della legalità sono certamente motivo di imbarazzo.

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