Sulle preoccupazioni espresse dal procuratore di Prato Nicolosi sul futuro del Progetto

«Un ottimo risultato nel percorso verso la legalità anche il Protocollo tra sindacati e Procura sul permesso di soggiorno per questioni di giustizia» 

«Il Progetto Lavoro Sicuro, nato nel 2014 a seguito delle ormai note vicende della ditta Teresa Moda, ha garantito fino ad oggi un lavoro straordinario di controlli e azioni con cui la Regione Toscana ha deciso di contrastare in maniera netta e decisa quell’illegalità che non garantisce ai lavoratori i diritti più elementari» così la consigliera regionale Pd Ilaria Bugetti.
 

Tante situazioni di sfruttamento lavorativo e di lavoro sommerso che negli anni del Piano Lavoro Sicuro hanno trovato risposte in nuovi strumenti normativi ad hoc. «Penso alla Legge regionale 28 del 2019 che ha come punto di forza forme di collaborazione inter-istituzionale, fondamentali per completare tutto il ciclo di contrasto all’illegalità – prosegue Bugetti – e che consentirebbe anche di rimpinguare gli organici di Procura e Tribunale, altro vulnus del sistema su cui spesso si riflette ma a cui ancora non abbiamo trovato soluzione, tenuto conto anche dell’indice di delittuosità specifico del territorio pratese, secondo in Toscana soltanto a Firenze, con 5.176 reati denunciati ogni 100.000 abitanti».
 

Accanto agli strumenti normativi servono poi reti di protezione, per far emergere le condizioni di sfruttamento lavorativo. È quel che è stato ottenuto ieri,  13 luglio, con la firma del Protocollo tra Cgil, Cisl Uil e Procura: il rinnovo del permesso di soggiorno per questioni di giustizia, a chi denuncia una situazione di sfruttamento. «Si tratta di un risultato molto significativo – commenta Bugetti – perché la denuncia spesso non era possibile in quanto avrebbe significato la perdita del lavoro e di conseguenza del titolo di soggiorno».
 

«Grandi risultati e impegno condiviso che potrebbero essere messi in discussione alla scadenza del Piano – afferma la consigliera, condividendo la preoccupazione espressa ieri sulla stampa locale dal procuratore della Repubblica di Prato Giuseppe Nicolosi –. Per proseguire il prezioso lavoro fatto in questi anni e continuare la marcia verso la cultura della legalità, bisogna metterci risorse. Sono convinta che si debba andare in questa direzione e, se sarò chiamata nuovamente a rappresentare i cittadini toscani in consiglio regionale, mi adopererò perché ciò avvenga anche nel prossimo quinquennio».