Mancano dieci giorni ormai alle elezioni regionali in Toscana. Parleremo di questo ma anche della sua visione di Prato con il consigliere uscente del partito democratico Nicola Ciolini che ha accettato di ricandidarsi con un programma che punti sulla sanità, sul lavoro, sull’impresa moda e tessile, sul potenziamento dei trasporti e delle multiutility.

Partiamo dalla sua quinquennale esperienza come consigliere regionale terza commissione sanità e sociale. Tra i suoi progetti se venisse eletto,ci sono oltre ad un incremento delle case della salute nel territorio provinciale, il riordino del Cup. Ci puó spiegare meglio?

Il Centro Unico di Prenotazione deve essere sempre rapido ed efficiente. E’ un servizio fondamentale per tutti i cittadini. Ad oggi non funziona come dovrebbe. Il numero unico ancora non ha dato i risultati sperati. Spesso i cittadini provano a chiamare senza mai ricevere risposta, dopo ore di attesa. Mi arrivano segnalazioni quasi quotidiane. E’ necessario potenziare il centralino telefonico da subito con nuove assunzioni fino a garantire un servizio efficiente. L’obbiettivo deve essere poi quello di lavorare fin da subito alla realizzazione di un portale che consenta di prenotare tutti i tipi di prestazioni anche online, in maniera tale da alleggerire il lavoro degli operatori telefonici e migliorare il servizio, adeguandolo alle reali esigenze dell’utenza. C’è bisogno di fare un salto di qualità in termini di efficienza. Per quanto riguarda le case della salute chiudo questa legislatura con le due aperture di Vernio e Prato Centro Est e con altre due strutture per le quali stanno per partire i lavori a Poggio a Caiano e a San Paolo. Nei prossimi 5 anni mi impegnerò per arrivare a realizzarne altre in tutte quelle zone rimaste più scoperte”.

Sempre sulla sanità non mancano in questi giorni in città le polemiche sulla demolizione dell’ex Ospedale Misericordia e Dolce a vantaggio di uno spazio verde. Il nuovo Santo Stefano anche alla luce dell’emergenza Covid si è dimostrato peró un ospedale troppo piccolo che non risponde alle esigenze dei cittadini. Cosa vuol dire ai pratesi che chiedevano una riconversione del vecchio ospedale?

“Il vecchio ospedale ormai è una struttura che non è più al passo con i tempi. Inoltre ha problemi di staticità e di resistenza ai terremoti. Sono convinto che la soluzione più giusta sia la demolizione. In realtà proprio durante la pandemia si è visto che il nuovo ospedale Santo Stefano non è poi così piccolo. E comunque già dall’inizio della legislatura abbiamo insistito per la realizzazione della nuova palazzina da 112 posti letto. Adesso ci siamo. Un’altra battaglia vinta importante. Ma non è solo una questione di capienza della struttura: in questi 5 anni è stato fatto un lavoro importante sull’organizzazione. Lavoro che ha bisogno di essere completato. Ospedale e territorio devono andare di pari passo. Ora dobbiamo potenziare ulteriormente le cure territoriali e quelle domiciliari. Le figure professionali devono essere formate e organizzate per rispondere in maniera puntuale ai bisogni degli utenti il più vicino possibile alle loro abitazioni”.

Eugenio Giani, candidato presidente della Toscana per il centrosinistra, in più di un incontro ha manifestato il suo amore per Prato e ha affermato che la città puó diventare il motore della Toscana,puntando sul comparto tessile e sulla moda. Il suo parere in proposito?

“Già 5 anni fa uno dei temi principali delle elezioni regionali era “Se Riparte Prato, riparte la Toscana”. E ne sono ancora più convinto adesso. Puntare su uno sviluppo dell’economia che sia compatibile con la sostenibilità ambientale è l’unica strategia vincente per il nostro futuro. In questo da sempre il modello pratese ha dimostrato di essere all’avanguardia. Basta pensare all’economia circolare e ai temi del riuso, sui quali il nostro comparto tessile ha una tradizione ineguagliabile. Ma anche al sistema di depurazione di tutte le acque della provincia, anche quelle industriali, che amministrazioni pubbliche e aziende del distretto hanno sviluppato nel corso degli ultimi decenni”.

Circa le infrastrutture sempre Giani ha parlato di un salto di qualità su Peretola anche attraverso un potenziamento di una metronavetta che colleghi il Centro Pecci con l’aeroporto di Firenze e di un rafforzamento dell’Interporto. Lei è d’accordo?

“La metro-navetta è necessaria indipendentemente dal potenziamento dell’aeroporto. Peraltro io ritengo che nella piana non ci sia posto per l’ampliamento di Peretola. Al di là delle volontà politiche, le valutazioni tecniche fin qui fatte hanno avallato questa mia tesi. Per quanto riguarda invece l’interporto sono fermamente convinto che l’intermodalità sia uno dei sistemi che più va incentivato per garantire una mobilità veramente sostenibile. C’è bisogno di un cambio di passo importante nei trasporti, che riguarda persone e aziende”:

Veniamo all’ambiente. Nessuno lo dice ma in assenza di una pianificazione sulla raccolta,il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti , la Toscana rischia di fare la fine delle regioni le cui città sono invase da dalla spazzatura. L’emergenza è reale. Quali le sue soluzioni?

“La Regione Toscana ha bisogno di un piano dei rifiuti serio, che definisca le modalità di smaltimento e quali impianti sono necessari per queste operazioni. Penso sia necessario evitare di ricorrere a nuove discariche. Sicuramente il riciclo dei rifiuti deve essere il primo obiettivo. Non criminalizzo il ricorso ai termovalorizzatori per smaltire quella parte residua di spazzatura che non si riesce a recuperare. Certo dobbiamo lavorare per ridurla al minimo e per avere impianti all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Questo per arrivare anche a far sì che per imprese e famiglie non sia troppo oneroso il costo delle tasse sui rifiuti. Sogno di poter arrivare ad una tariffa che sia il più puntuale possibile, in modo che venga premiato chi si impegna di più a recuperare o a ben differenziare i propri rifiuti”

Durante questa campagna elettorale non sono mancati gli accenni sul tema dell’acqua e dell’energia alle Multiutility sull’esempio di quanto già avviene in Emilia Romagna e in Veneto.Di che si tratta? E soprattutto puó spiegarci perchè,secondo lei sarebbe importante dare il via ad una multiutiliy nel territorio Toscano?

“E’ fondamentale che in Toscana la gestione dei servizi sia sotto il controllo pubblico. Intorno a noi sono tante le società strutturate di servizi, per esempio Hera, Acea, che sono pronte ad acquisire le nostre aziende. A partire proprio dall’esperienza e dall’esempio di quel che è stato fatto nell’area pratese con Consiag ed Estra, la politica dei prossimi anni dovrà riuscire a costruire un soggetto di livello regionale che sia in grado di competere con le altre multiutility per rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e dei nostri territori”.