A causa dei protesti rischiamo di chiudere le attività”, i commercianti scendono in campo e chiedono alla politica risposte immediate

Anche una imprenditrice di Vaiano dirigente della Confesercenti Prato alla testa del movimento

Ormai da mesi un gruppo di commercianti del settore no-food nato spontaneamente sui social “Commercianti Uniti” manifesta nelle piazze italiane con l’obiettivo di scongiurare i protesti a causa del mancato pagamento di effetti emessi per il saldo della merce

“Gli ordini della merce che ci arriva nei primi mesi dell’anno – dice Lisa Salvatore, presidente del Centro Commerciale Naturale di Vaiano e membro della Presidenza Provinciale di Confesercenti Prato – vengono fatti a novembre dell’anno precedente e così hanno fatto tanti commercianti di abbigliamento e calzature come me. A marzo però c’è stato il lockdown e la merce è rimasta invenduta sugli scaffali, le cerimonie sono saltate, comunioni, matrimoni ecc”.

Gli effetti emessi per pagare la merce quindi, non potevano essere pagati alle scadenze originali poiché non ci sono stati incassi sufficienti e pertanto Lisa Salvatore, tra gli animatori e dirigente del movimento, chiede da mesi, insieme a tante altre Partite Iva in protesta, la sospensione degli effetti giuridici degli effetti emessi, almeno fino a fine anno.

“Non chiedono di non pagare – afferma Lisa Salvatore – ma semplicemente che chi è stato costretto a rimanere chiuso a causa del Coronavirus non venga iscritto nella centrale rischi e che non venga protestato. Chiediamo soltanto più tempo per saldare la merce e soprattutto di abolire l’iscrizione nel registro dei protesti almeno fino a dicembre di quest’anno per avere il tempo di vendere la merce, realizzare liquidità e poter pagare i debiti con i fornitori”.


Da parte sua, il Presidente Provinciale della Confesercenti, Mauro Lassi, nel ringraziare per l’impegno profuso dalla dirigente Confesercenti Lisa Salvatore, nel portare avanti questa legittima battaglia, ricorda come Confesercenti di Prato ha sin dall’inizio concordato con la protesta e con le richieste di questi commercianti sollecitando risposte e attirando l’attenzione dei vertici nazionali.

“Gli imprenditori – sottolinea Lassi – mettono nella loro attività tutti loro stessi, investendo decine e decine di migliaia di euro personali, sabati domenica feste sempre al lavoro sacrificando la famiglia e tutti gli altri interessi. Lo hanno fatto e lo fanno volentieri perché il lavoro è la loro vita, ed oggi solo pensare che per motivi non dipendenti dalla loro capacità o incapacità imprenditoriale si debbano trovare a chiudere con infamia, perché i titoli di credito protestati non gli consentiranno di avere rapporti bancari nel futuro, è intollerabile”.

Lassi e Salvatore concludono cosi: “Servono risposte urgenti. La chiusura di un’attività non è solo un danno economico, ma anche un danno psicologico, che può pure sfociare in un atto estremo. È la cancellazione della dignità dell’uomo e del suo futuro.  Occorre sia emanato un provvedimento urgente, il tempo a disposizione è scaduto, la politica individui immediatamente le soluzioni per la salvaguardia delle attività commerciali e di tutta la filiera imprenditoriale affinché per le nostre imprese ci possa essere un domani”.