«Ringrazio La Procura della Repubblica di Prato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, l’Asl e l’Ispettorato del Lavoro per la nuova operazione contro lo sfruttamento lavorativo e l’immigrazione clandestina messa in campo oggi».

E’ scattato l’arresto per 5 imprenditori cinesi che sottoponevano 44 operai, tra cui anche una minorenne e una donna in avanzato stato di gravidanza, a turni di lavoro massacranti, fino a 15 ore al giorno, senza riposo o ferie e con una retribuzione mensile di circa 500 euro, il tutto in condizioni igieniche e di sicurezza drammatiche, con giacigli improvvisati nel capannone stesso.

«Un lavoro di indagine esemplare – prosegue il sindaco – che nasce nel solco del Piano per il Lavoro sicuro della Regione Toscana e che fa di Prato un punto di riferimento contro lo sfruttamento lavorativo e chi si arricchisce negando la dignità dei lavoratori. A Prato non c’è posto per chi fa impresa sulla pelle delle persone.

Il Piano Lavoro sicuro deve continuare visti i risultati che questo tipo di controlli stanno ottenendo e il presidente Giani ne è assolutamente consapevole».