La presidente Beatrice Magnolfi: «Ingiusta penalizzazione ma il nostro è un messaggio di resistenza»

Prato, lunedì 26 ottobre 2020 – C’è l’amarezza, ma c’è anche la voglia di guardare avanti lanciando un forte messaggio di resistenza perché la riapertura dei teatri avvenga prima possibile. L’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte in vigore fino al 24 novembre farà saltare lo spettacolo che avrebbe inaugurato la stagione di prosa al Politeama, “A debita distanza” di Ugo Chiti (dal 13 al 15 novembre). Stessa sorte per il concerto di Michael Nyman (17 novembre) in collaborazione con Fonderia Cultart.


«Grande amarezza per l’ingiusta penalizzazione che deve subire il settore dello spettacolo dal vivo – è il commento di Beatrice Magnolfi, presidente del Teatro Politeama Pratese – soprattutto in presenza di prove evidenti e dati certi che a teatro non ci sono stati contagi. Un settore che più di ogni altro ha fatto i conti con rigidi protocolli di sicurezza applicandoli fin dal primo momento e operando importanti investimenti». Ed è quello che è successo al Politeama che si stava preparando per la nuova stagione presentata alla città il 10 ottobre scorso.

«Abbiamo lavorato per mesi alla riapertura adottando tutte le precauzioni e misure possibili – sottolinea la presidente del Politeama – Proprio nel momento in cui dovevamo ripartire, arriva il colpo di grazia di questo Dpcm. Ma il lavoro nella cultura è sempre stato resistenza. Auspicando che si tratti di un breve periodo di chiusura, il Politeama si farà trovare pronto a riaprire le porte e ad accogliere il pubblico nella convinzione che il teatro sia cibo per la mente e per lo spirito. E in questo periodo storico lo spirito di una comunità è fondamentale nei momenti difficili come quelli che ci troviamo ad affrontare».


Ad accentuare l’amarezza, la gioia con cui i cittadini avevano accolto la notizia della riapertura del teatro, complice anche la novità del doppio cartellone di prosa e musica leggera. «Il Politeama è la casa di tutti i pratesi – conclude Magnolfi – Non vediamo l’ora di tornare per la nostra città».