Oggi pomeriggio alla villa del Palco di Prato per l’apertura del Festival Economia e Spiritualità, alla presenza del presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

«Le risorse europee per la ripartenza uno strumento prezioso che non possiamo permetterci di sprecare. Essenziale lavorare per progetti che uniscano più esigenze. L’obiettivo, stare insieme e fare rete». Bugetti è intervenuta come portavoce europea sulle politiche di coesione del CCRE. Alla Toscana con la riprogrammazione anti Covid 264,5 milioni di fondi europei

«Dopo l’emergenza Covid è il momento di pensare non più in termini di Pil ma in termini di benessere equo e sostenibile (il cosiddetto BES)». Lo ha detto la consigliera regionale Ilaria Bugetti, in qualità di portavoce europea sulle politiche di coesione del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE), nel pomeriggio di oggi, 5 settembre, alla villa del Palco di Prato in occasione dell’apertura della quinta edizione del Festival Economia e Spiritualità, promosso da Ricostruire la Vita. “L’Europa a sostegno delle fragilità umane e comunitarie durante la pandemia” il tema dell’incontro, che ha avuto come ospite d’onore il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.
 

«In questo momento storico l’attenzione all’etica, al lavoro e alla sostenibilità sono elementi più che mai necessari, per non lasciare indietro nessuno – ha spiegato Bugetti –. Con l’emergenza Covid-19 abbiamo compreso fino in fondo, provandola sulla nostra pelle, l’importanza del prenderci cura delle fragilità, così come quella delle nostre comunità, specialmente quelle lontane dai grandi centri abitati, e delle nostre imprese, e come tutti insieme dobbiamo rimanere coesi per sostenerci anche in momenti disastrosi come questo. Ecco perché in questa fase in cui arriveranno le risorse europee per la ripartenza, che rappresentano uno strumento prezioso che non possiamo permetterci di sprecare – è di stamani la firma dell’accordo che assegna alla Toscana 264,5 milioni di euro tramite la riprogrammazione dei fondi strutturali europei in chiave anti Covid –, è necessario lavorare per fare dei progetti che mettano insieme più esigenze e tengano conto di diversi aspetti della vita di tutti noi: dal sociale al volontariato passando per le imprese. Il lavoro che dobbiamo fare è sulle aggregazioni: sullo stare insieme e fare rete in modo che le persone non siano lasciate sole. Il nostro compito, ancor di più in questo momento, è avere cura dei più fragili e fare progetti che incidano realmente sui processi quotidiani delle nostre comunità rendendoci tutti insieme più forti».