Il Presidente Mauro Lassi: “Le piccole e medie imprese sono il cuore produttivo del Paese e del nostro territorio, politica e istituzioni devono ascoltarci”

I temi della crisi dei consumi, la pressione fiscale, l’abusivismo, i mesi di chiusura sono e devono rimanere, secondo Confesercenti Prato, al centro dell’attenzione perché, secondo l’associazione di via Pomeria, contribuiscono ad un ridimensionamento della rete commerciale delle città, con un conseguente problema di sicurezza e per questo dovranno essere affrontati in sinergia con le istituzioni.

“Le aziende con meno di dieci addetti – sottolinea Mauro Lassi, presidente Confesercenti Prato – sono il cuore produttivo dell’Italia, danno lavoro al 47,2% degli addetti, producono il 31,4% del Pil e il 7% dell’export sono una parte viva, importante, economicamente fondamentale del nostro tessuto urbano e contribuiscono alla vivibilità delle nostre città, rappresentano il vero e proprio luogo di incontro, di socializzazione, di vero e proprio servizio alla persona ed alle famiglie. La tutela del commercio diffuso e di vicinato viene molto declamata ma quasi sempre non applicata. Infatti molte imprese ora sono a rischio di sopravvivenza”.

Per Confesercenti Prato è necessario intervenire con energia per mantenere in vita queste imprese, con progetti e risorse dei governi nazionali e locali che tutelino le piccole imprese e mettono in sicurezza la vitalità, bellezza e sicurezza territorio. Diu qui alcuni punti di discussione e di proposta. Anzitutto la concessione di contributi a fondo perduto per investimenti e per liquidità a favore delle microimprese artigiane, commerciali, industriali e di servizi, colpite dall’attuale crisi economico-finanziaria causata dall’emergenza sanitaria. Occorre inoltre l’istituzione di un fondo per il sostegno alle imprese in difficoltà, ad esempio per l’affitto e per alleggerire il carico fiscale. Prevedere la totale decontribuzione e detassazione almeno per 24 mesi, per le imprese che assumono. Agevolare l’accesso al credito da parte delle imprese del commercio e del turismo, con procedure semplificate e anche per la sola esigenza di liquidità e anche valorizzando il ruolo dei consorzi fidi. Predisporre incentivi e bandi finalizzati alle esigenze specifiche delle piccole e medie imprese.

“Bene – aggiunge Lassi – il bando con cui la Regione Toscana concede un plafond di 10 milioni di euro per contributi in conto commissioni di garanzia su operazioni di finanziamento. Occorre tuttavia semplificazione e la sburocratizzazione. Non è più rimandabile una soluzione. Serve un’accelerazione su questi punti che stanno diventando i problemi principali nel rapporto tra piccole imprese e istituzioni. Lo snellimento e la semplificazione amministrativa potrebbero rappresentare un eccellente volano per liberare la capacità di ripresa delle imprese. Molte delle semplificazioni passano dalle competenze del legislatore nazionale, ma molte dipendono anche dalla Regione e dai Comuni, che si distinguono per mantenere un livello di regolazione amministrativa particolarmente complessa e burocratica. Partiamo dalla costituzione di un gruppo di lavoro che analizzi adempimenti e procedure necessarie all’avvio ed alla gestione d’impresa, esaminando le differenze territoriali ed i costi, per arrivare in tempi brevi ad un nuovo quadro regolamentare a misura della piccola e media impresa”.

Per Confesercenti è indispensabile una politica che sostenga anche economicamente la formazione professionale sempre più orientata all’occupazione, al sostegno della formazione continua e permanente nelle imprese, a interventi specifici anche per i titolari d’impresa. Permettere la formazione a distanza e semplificare l’iter di rendicontazione, rendere omogenee e snellire le procedure in tutti gli uffici regionali. Intensificare, ampliare, sollecitare e sostenere in tutti i modi possibili il collegamento tra mondo della scuola e del lavoro.

“Dobbiamo rimodulare – chiosa Lassi – tutte le tasse locali ma in particolare la TARI che sta diventando un balzello insostenibile per molte imprese del commercio e del turismo, sul principio che ad identiche attività devono corrispondere identici trattamenti e tariffe. È necessario passare alla tariffazione puntuale, con un completo esonero per tutte le nuove imprese indipendentemente dal settore, dall’età anagrafica del titolare, sia società che ditta individuale almeno per i primi tre anni. Dobbiamo Puntare sulla realizzazione di un piano rifiuti che prevedendo gli impianti necessari riesca ad abbattere i costi di gestione dello smaltimento e che si traduca in una diminuzione delle tariffe. Occorre puntare sull’economia circolare puntando con una riduzione degli sprechi e un radicale ripensamento nella concezione dei prodotti e delle materie prime”.

Sul tema delle infrastrutture, per Confesercenti diventa non più rimandabile una revisione completa dei collegamenti che devono garantire collegamenti veloci tra Firenze e Prato e tra i Comuni della provincia e tra province della Toscana. Da una tranvia che unisca Prato e Firenze, all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, passando per la terza corsia sull’A11 e il potenziamento della ferrovia per i collegamenti con i Comuni limitrofi e con le altre Province. “Penso inoltre – conclude Lassi – alla lotta ai fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale, ripristinando una situazione di mercato più equa, dove tutti i protagonisti possano competere ad armi pari e si creino le condizioni per recuperare quote di evasione e maggiori garanzie per i consumatori. Aumentando i controlli su tutti i fronti con tutti i mezzi a disposizione”.