Desistenza civica e politica. Di Filippo Boretti

Desistenza civica e politica. Di Filippo Boretti

Obbligarci a votare col #Rosatellumbis è un atto sovversivo gravissimo

Tu pensi che i politici di professione, il giorno delle elezioni, si incollino sul #web, come facciamo noi, per vedere chi vince o chi perde? Il #potere è uno solo, ed è indiviso fra tutti coloro che partecipano a questo sistema; per loro l’importante è sapere come suddividerselo e come parteciparvi, ognuno per i suoi scopi e per la sua parte.

A loro interessa solo un dato importante: quanti NON vanno a votare (per portarceli), quante schede bianche ci saranno e quante saranno le annullate. E questo fa loro un enorme paura.

Certo, non può fargli paura una piccola percentuale in più rispetto al non voto cui siamo abituati, ma temono invece la #desistenza di massa, perché se il #nonvoto supera il 50% ed arriva già al 60% per loro è finita! Significherebbe che il popolo li hai completamente sfiduciati, che ha sfiduciato l’intero sistema politico italiano attuale.

Molto probabilmente la #magistratura prendere subito le mosse e farebbe per davvero processi. Molti finirebbero in galera sul serio; per fortuna loro, molti di noi credono ancora alla frasetta: “Se non vai a votare, ti rimetti alla volontà di chi ci va!”

Ebbene, qualcuno ha compreso l’#emergenzademocratica in cui il sistema politico italiano degli ultimi anni ci ha condotto?

In particolare l’ultimo #Parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale che ha approvato 4 differenti leggi elettorali, una peggiore dell’altra e tutte a pro del sistema partitico e non della rappresentanza dei cittadini o della stabilità governativa?!

Abbiamo compreso che, quando la #CorteCostituzionale ha sentenziato sul #Porcellum, il #CapodelloStato Napolitano avrebbe dovuto obbligare le Camere a riscrivere la sola legge elettorale e scioglierle immediatamente? Qualcuno ha compreso che l’attuale Presidente della #Repubblica non avrebbe dovuto firmare il Rosatellumbis e rimandarlo alle Camere?

E di fronte a questa #gravità democratica, calpestati i più semplici e fondamentali #diritticostituzionali di noi #cittadini, cui è rimessa la #sovranità, nei modi che la Carta prevede, noi accettiamo con la consueta regola del “se non voti, decide per te chi ci va”, condotti per il naso a ratificare chi hanno già stabilito sia eletto, senza nessuna garanzia che riporti il sistema nei regimi costituzionali, anzi con la certezza – vista la legge con cui andremo a votare – che i candidati messi dalle segreterie nazionali siano ancora più stretti da un #vincolodimandato col #partito che ce li ha incasellati fra uninominale e pluricandidature nel proporzionale per farceli eleggere? E qualcuno ha il coraggio di dirmi che il #nonvoto non ha valore, mentre il voto turandosi il naso, oggi, in questa deriva sovversiva operata da dentro lo #Stato dai partiti ha più senso #civico e #politico?

Votare come sempre si è votato in questa emergenza democratica e istituzionale, nonché politica gravissima, è essere copartecipi e responsabili delle più grave deriva antidemocratica italiana operata dai partiti stessi.

Desistere e ribellarsi tramite l’unica arma che abbiamo è l’unico obbligo etico che abbiamo; sia il voto che il non voto possono essere un’arma democratica decisiva, sappiamoli usare. Chi ha studiato questa legge elettorale micidiale, potrà garantirvi che votare è andare con la pistola puntata alla testa: comunque voti è sempre peggio; ma non per loro (per nessuno di loro).

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