Urgente un cambio di passo che abbatta la burocrazia

Il presidente Mauro Lassi: “In questo quadro è a rischio la tenuta del tessuto di esercizi di vicinato, un valore economico e sociale da salvaguardare”

I mesi di chiusura sono stati tragici per i piccoli negozi. La conferma arriva dalle rilevazioni sulle vendite di marzo diramate in questi giorni dall’Istat, che registrano per i negozi di vicinato un calo vicino al 30 per cento. Un colpo difficile da recuperare, che aumenta le possibilità di chiusura definitiva di centinaia di attività anche nel territorio pratese. Per questo, tamponata l’emergenza, Confesercenti Prato chiede un piano di rilancio dedicato al commercio di prossimità. Per l’associazione di via Pomeria servono strumenti su misura per gli esercizi di quartiere – ad esempio detrazioni ad hoc per questa tipologia di attività – ed un intervento significativo sulla web tax per favorire un riequilibrio della concorrenza tra i canali distributivi. Il tutto in un quadro più ampio di recupero e rilancio della vivibilità e di freno alla desertificazione di centri storici e periferie.

Occorre favorire la formazione degli imprenditori e la modernizzazione della rete, dalla creazione di piattaforme online indipendenti che permettano alle imprese di vicinato di ricevere prenotazioni ed effettuare vendite senza costi aggiuntivi ad incentivi più sostanziosi e diffusi per la moneta elettronica. Allo stesso tempo, è necessario cambiare passo sulla burocrazia, accelerando e semplificando le procedure: la liquidità e gli stanziamenti a fondo perduto per le PMI devono avere disponibilità immediata, insieme all’estensione degli ammortizzatori sociali e dei periodi di cassa integrazione. Le imprese – e i lavoratori – non possono più aspettare.

“I dati confermano un territorio più povero – riferisce Mauro Lassi, presidente provinciale Confesercenti Prato – dove il risparmio precauzionale potrà portare a un downgrade della spesa da un punto di vista qualitativo e quantitativo, probabilmente con una maggiore incidenza dei prodotti di base, dei formati distributivi più economici, e la contestuale accelerazione delle vendite online (il +27,1 ad aprile rappresenta la variazione più alta degli ultimi 2 anni).  In questo quadro, è a rischio la tenuta del tessuto di esercizi di vicinato, un valore economico e sociale. La direzione da seguire è piuttosto quella di politiche che diano respiro a imprese e a famiglie, per metterle in condizioni di operare in maniera serena. Bisogna mettere in campo interventi che puntino con decisione sull’aumento del potere d’acquisto dei cittadini e la riduzione del carico fiscale sulle PMI, il binomio decisivo per far ripartire tutta l’economia del Paese”.