Dal testo della mozione: “Promuovere la cultura della bicicletta anche come sostegno all’economia locale”

Dopo l’approvazione in Consiglio Comunale di una mozione sulla mobilità dolce

Quando si parla di sostenere l’economia locale, la Confesercenti è sempre d’accordo. Anzi plaude all’iniziativa e rilancia l’idea “Spersa quotidiana, facciamola in bici”. Quello dell’associazione di via Pomeria è un invito a scegliere di spostarsi sulle due ruote anche per gli acquisti di tutti i giorni nei negozi di prossimità e riscoprire il commercio di vicinato.

Ed è anche un appello congiunto agli amministratori locali ad accogliere e favorire in ogni modo le richieste che vengono, e sempre più verranno, da parte di esercenti e artigiani per riqualificare e valorizzare lo spazio urbano con parcheggi bici sicuri sul suolo pubblico stradale. Un modo per incentivare i clienti in bici, purché ovviamente le rastrelliere siano sicure, ovvero che permettano di legare il telaio e non solo la ruota.


“L’emergenza Covid-19 – sostiene Mauro Lassi, Presidente Confesercenti Prato – sta portando profondi ripensamenti, anche nel modo di sentire e vivere la città e gli spazi urbani nel quotidiano. Le nostre città e il nostro centro storico ed i centri delle nostre frazioni devono tornare a essere patrimonio delle persone, dove negozi e botteghe rappresentano l’anima di un contesto vivo e autentico.

Sono proprio i ciclisti urbani, sempre più numerosi, i clienti ideali, poiché preferiscono fare acquisti ogni giorno nei negozi vicino a casa, soprattutto se questi offrono varietà e qualità di prodotti.

La rete dei negozi e delle attività urbane offre il contesto ideale per incentivare lo shopping in bicicletta. Una modalità di consumo intelligente ed ecologica, che può diventare 3n elemento chiave nella lotta all’inquinamento e nel recupero del tessuto di botteghe e negozi che rende attraenti le nostre città per turisti e residenti. Il Covid-19 ha evidenziato l’importanza e la necessità della riscoperta di un modo diverso di relazione, di acquisto e di consumo, valorizzando un’economia di prossimità, del commercio di vicinato.

Imprese e imprenditori che, nei mesi di chiusura, hanno dimostrato di poter offrire ai cittadini nuove opportunità e nuovi servizi e evidenziare come tutto si regge in piedi se la filiera mantiene capacità di domanda e di offerta”.