Il presidente dell’associazione di Via Pomeria: “Si eviti di scatenare la tempesta perfetta sulle imprese, con grave rischio per le attività piccole e medie”

“Una situazione che potrebbe portare molti contribuenti a non essere in grado di rispettare le scadenze”

“Nel nostro paese ci sono migliaia di imprese ancora in difficoltà. Apprendiamo che nel prossimo decreto di agosto ci saranno misure per il prolungamento per la cassa integrazione insieme a nuovi sostegni alle attività, ma ciò non basta: è necessario inserire anche una misura che proroghi la sospensione dei mutui e della trasmissione dei protesti introdotta dal Cura Italia in scadenza a fine agosto”. Così dichiara il presidente Provinciale di Confesercenti Prato, Mauro Lassi. “Come ormai ripetiamo da mesi – continua – la crisi delle imprese non è terminata con la fine del lockdown. Per molte di queste la situazione si è anzi aggravata con il riavvio dell’attività, che ha visto ritornare i costi ma non i fatturati, complice un’estate gelida dal punto di vista dei consumi e del turismo. Nel commercio, nei servizi turistici, nella ricettività e nella somministrazione un’impresa su tre teme di chiudere. Per molti, rimanere aperti è un vero e proprio esercizio di equilibrismo”.


Secondo il presidente dell’associazione di Via Pomeria: “Durante il lockdown, giustamente, erano state previste la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei leasing, la non revocabilità delle linee di credito a breve termine e che i pubblici ufficiali non trasmettessero, fino al 31 agosto 2020, protesti o constatazioni equivalenti alle camere di commercio, provvedendo d’ufficio alla cancellazione degli stessi ove già pubblicati. È necessario che queste misure siano prorogate almeno fino al marzo del prossimo anno: sono fondamentali per la tenuta del tessuto imprenditoriale e in particolare delle PMI travolte dall’onda lunga dell’emergenza Covid”.


Senza contare le scadenze fiscali che sono previste per il prossimo futuro. “Le imprese del commercio che rappresento – sottolinea Lassi – chiedono a gran voce che queste scadenze siano oggetto di un provvedimento di slittamento e di rateizzazione. La soluzione corretta sarebbe far slittare i versamenti relativi alle dichiarazioni dei redditi almeno fino alla fine di ottobre, e, soprattutto, la possibilità di rateizzare i versamenti per un congruo periodo di tempo, anche oltre la fine del corrente anno fiscale. Gli eventi eccezionali di quest’anno dovrebbero infatti indurre il Governo a superare la sacralità della scadenza del 31 dicembre imposta per esigenze di bilancio pubblico e concedere la possibilità di rateizzare le prossime scadenze con pagamenti anche oltre la fine dell’anno per evitare che tante imprese rischino la chiusura definitiva: riteniamo che sia più lungimirante incassare un po’ più tardi ma incassare, anziché causare una chiusura indiscriminata di tante piccole realtà imprenditoriali”.